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Il 12 settembre il nostro gruppo protocollava una mozione molto semplice che richiedeva l’installazione di tre impianti di ricarica, senza ulteriori impegni per l’Amministrazione.

Il 25 settembre il gruppo Castellarano Bene Comune protocollava una propria contro-mozione sull’argomento, intitolata “proseguimento del progetto relativo all’installazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche”. Nel testo viene menzionato più volte l’interesse dell’Amministrazione verso questo tema, con l’impegno a “continuare” l’opera già in atto con uno studio di fattibilità e l’individuazione del gestore secondo migliore offerta.

Questi richiami al pregresso impegno dell’amministrazione non erano a noi graditi poiché, oltre a non essere dimostrati, è invece provato che siamo stati noi, come Movimento 5 Stelle, promotori di un gesto concreto per la realizzazione di colonnine elettriche per TUTTI e non solo per il Comune o per pochi; un bene strategico per il futuro di Castellarano. Spinti da ciò non potevamo tollerare che la Giunta attuale ci relegasse a meri facilitatori e non già promotori, e ancora peggio non si assumesse nessun impegno nel numero minimo di impianti da realizzare né in alcun obiettivo in tempi certi.

Nella seguente, e piuttosto tesa, riunione del Consiglio Comunale, il nostro capogruppo Orietta Grimaldi optava, di comune accordo con il capogruppo di maggioranza Zaccardo, per il ritiro di entrambe le mozioni e un impegno ad affrontare un percorso di condivisione che portasse ad un testo gradito ad ambo le parti.

Ai primi di ottobre, il nostro gruppo redigeva un testo da cui traspare tutta la buona volontà da parte nostra di arrivare ad una condivisione. La bozza integra le due precedenti mozioni, recependo interamente il testo proposto dalla maggioranza, ivi compreso il riconoscimento del lavoro fin lì svolto dall’amministrazione, con due sole modifiche: l’impegno a individuare, nel programma delle opere pubbliche 2019-2021, le risorse per realizzare almeno due colonnine di ricarica, e la cassazione della frase “l’Amministrazione comunale è da tempo attenta all’argomento in oggetto”.

La prima modifica ci parve doverosa. Da un lato ritenevamo nostro dovere spingere l’Amministrazione ad assumersi un impegno concreto affinché degli impianti di ricarica potessero effettivamente venire realizzati entro il mandato. Dall’altro lato venivamo incontro all’amministrazione chiedendo di sottoscrivere l’impegno non già all’effettiva realizzazione, ma almeno ad esprimere la volontà attraverso la programmazione.

Era un testo su cui ponevamo molta fiducia. Alcuni giorni dopo, Castellarano Bene Comune ci inoltrava la mozione con quattro modifiche, che è bene analizzare brevemente:

  1. in primo luogo, ritornava la dicitura “l’Amministrazione comunale è da tempo attenta all’argomento in oggetto”.
  2. veniva aggiunta una frase secondo cui tale attenzione sarebbe dimostrata anche dalla sostituzione, negli ultimi anni, di due vecchie auto diesel ad utilizzo degli uffici con due auto elettriche;
  3. scomparivano l’obiettivo temporale e la menzione nel programma triennale, mantenendo però l’obiettivo minimo di due colonnine;
  4. lo studio di fattibilità avrebbe dovuto individuare il numero ottimale di colonnine da realizzare come fase di start-up, mentre il numero minimo di due colonnine veniva subordinato all’individuazione di un gestore “che possa garantirne la fruizione”;
  5. vi è la possibilità con alcuni operatori del settore energia di avere il servizio a costo zero o quasi ma solo se si interviene in tempi rapidi, ecco che le lungaggini possono aumentare i costi di un opera strategica per il futuro.

Questa proposta, pur essendo un passo avanti verso la condivisione, non poteva ancora soddisfarci. Era per noi prioritario che l’amministrazione assicurasse la volontà di realizzare almeno due colonnine entro l’attuale mandato.

Il 18 ottobre il nostro gruppo rilanciava. Partendo dall’ultima bozza di Castellarano Bene Comune, la si modificava così:

  1. La parola “attenta” veniva sostituita con “interessata”;
  2. nel menzionare la sostituzione delle due auto diesel con auto elettriche si cassava la dicitura “a dimostrazione dell’impegno e della sensibilità dell’amministrazione verso queste tematiche”, visto anche che dal 2020 una simile politica potrebbe diventare d’obbligo;
  3. si aggiungeva che l’interesse dell’amministrazione per l’argomento “era evidenziato” dall’aver previsto l’installazione di colonnine elettriche con l’approvazione del PSC e del RUE;
  4. viene aggiunta la considerazione che esistono offerte di gestori molto vantaggiose per le P.A., anche a costo zero, di cui abbiamo inviato due esempi in allegato alla proposta di modifica;
  5. lo studio di fattibilità doveva essere realizzato entro l’anno 2019;
  6. entro il mandato dovevano essere realizzati almeno due impianti di ricarica.

A questo punto la trattativa cominciava a languire, e la presentazione della mozione veniva rinviata, su richiesta di Castellarano Bene Comune, per ben due sedute del Consiglio Comunale.

Quando mancava solo una settimana alla convocazione del Consiglio del 20 dicembre, con la Conferenza dei Capigruppo imminente, il nostro gruppo decideva di inviare un’ultima proposta di condivisione.

Nell’estremo tentativo di giungere ad un accordo, il testo conteneva due modifiche:

  1. nessun obiettivo temporale definito per lo studio di fattibilità;
  2. i due impianti di ricarica erano considerati una fase di start-up del progetto definitivo, e andavano realizzati entro l’attuale mandato.

Questo ultimo testo sembrava incontrare il favore del gruppo Castellarano Bene Comune. Purtroppo, a ridosso della Conferenza dei Capigruppo, abbiamo ricevuto una nuova richiesta di rinvio, a cui ci siamo opposti. Castellarano Bene Comune ci ha allora domandato un’unica modifica al testo: il ripristino della dicitura “a dimostrazione dell’impegno e della sensibilità dell’amministrazione” riguardo la sostituzione delle vecchie auto diesel con due auto elettriche.

Sentivamo di avere già concesso molto. Avevamo accolto la maggior parte delle modifiche proposte dalla maggioranza e mediato su molte altre. Di fatto, l’unico impegno che questa mozione attribuiva all’Amministrazione era di realizzare due colonnine entro il 2021; un impegno modesto, soprattutto se consideriamo che un impegno simile è già contenuto nel PAES, un documento di valore internazionale che il Comune di Castellarano ha sottoscritto all’interno del Patto dei Sindaci europeo.

Sarebbe dunque bastato che Castellarano Bene Comune rinunciasse a quella piccola frase, e la condivisione sarebbe stata possibile. Avrebbe potuto inoltrare un emendamento in sede di Consiglio, o semplicemente puntualizzarlo verbalmente durante la discussione.

Invece, il giorno prima del Consiglio veniva protocollato sì un emendamento, ma con un contenuto che proprio non ci aspettavamo:

  1. ripristinava la famosa frase di cui più volte sopra;
  2. dichiarava apertamente che scopo della condivisione della mozione da parte loro era quello di poter descrivere il lavoro svolto dall’amministrazione fino a quel momento;
  3. rimarcava l’impegno dell’Assessora Bartolini, che nel corso del dibattito in Consiglio è stato definito come “due o tre telefonate a Iren”;
  4. accusava la ns. consigliera Grimaldi di aver negato la condivisione del documento di fronte alle proposte avanzate dal loro gruppo: cosa non vera perché, di tutte le frasi contenute in questo emendamento, solo una ci era stata effettivamente proposta (quella ormai famosa), e inoltre nega che il gruppo M5S è stato l’unico a condurre palesemente una trattativa al ribasso, mentre il gruppo Castellarano Bene Comune si è limitato a fare richieste;
  5. accusava il nostro gruppo di “atteggiamenti di ostilità e preclusione”, mentre rimarcava come non sia nello stile di Castellarano Bene Comune il “piantare bandierine”. A noi pare invece questo un chiaro esempio di come l’interesse di Castellarano Bene Comune sia soprattutto “piantare bandierine”; potete consultare l’archivio sul nostro sito e, leggendo gli altri emendamenti presentati dal gruppo di maggioranza, ne avrete ulteriore conferma;
  6. il fatto poi che “non per la prima volta il gruppo di maggioranza si appresta a votare un documento proposto dalla minoranza” è certamente vero, data la quantità di documenti da noi prodotti; tuttavia il numero di voti favorevoli ad essi rimane esiguo e soprattutto in una normale democrazia la condivisione non è un’opzione ma normale prassi laddove sia proprio per il “bene comune”
  7. dulcis in fundo, l’impegno a realizzare due colonnine entro l’attuale mandato sfuma in una sibillina “valutazione di una valutazione” del numero idoneo di colonnine.

Un servizio cosi strategico per la comunità è per noi molto importante. Abbiamo ritenuto opportuno fornire, a chi lo avesse desiderato, un’esaustiva spiegazione di come ci si può trovare di fronte al paradosso di dover votare contro una propria mozione, quando si antepone il volgar colore politico a un ecologico e pulito futuro per tutti.

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